Le festività natalizie a Monza: una tavola da condividere al Ristorante Il Moro
Il regalo di esserci, con il tempo per stare insieme
«Quest’anno, dove ci ritroviamo?»
È una delle domande che accompagnano l’arrivo del Natale. Si incrociano gli impegni, si cerca un giorno che vada bene a tutti, si pensa a chi arriverà da lontano e a chi desideriamo avere accanto.
Poi vengono il menu, la spesa, i preparativi. Anche organizzare una festa è un gesto d’affetto, ma qualche volta il desiderio è quello di sedersi e viverla fino in fondo: ascoltare un racconto senza alzarsi per controllare il forno, assaggiare ogni portata insieme agli altri, lasciare che la conversazione trovi il proprio tempo.
Per chi desidera trascorrere le festività natalizie al ristorante a Monza, Il Moro propone cinque appuntamenti, dalla Vigilia al primo pranzo del nuovo anno. A unirli sono la cucina degli chef Salvatore e Vincenzo Butticè e l’ospitalità della famiglia magistralmente guidata da Antonella Butticè e da Alfonso Ruggiero: un’accoglienza calda, un servizio attento e il piacere di prendersi cura di chi si siede a tavola.
I menu delle Festività Natalizie
Scegliere il pranzo o la cena che sentiamo più nostri
Le feste hanno un significato diverso per ciascuno. C’è chi custodisce la cena della Vigilia, chi aspetta il pranzo di Natale per riunire la famiglia e chi preferisce incontrare gli amici a Santo Stefano. Per altri, l’appuntamento è l’ultima cena dell’anno oppure il pranzo del primo gennaio, quando gli auguri si accompagnano ai progetti.
Anche la scelta del menu conta. Vogliamo conoscere i piatti, capire quale proposta incontra i nostri gusti e sapere come organizzare la giornata. Al Moro, ogni ricorrenza ha un percorso dedicato: il mare dialoga con gli ingredienti dell’inverno, la cucina lombarda e i sapori delle feste, in una lettura contemporanea.
La Vigilia di Natale: aspettare la festa, insieme
La sera del 24 dicembre 2026 è dedicata a chi ama l’attesa del Natale e desidera condividerla intorno a una tavola.
Il menu della Vigilia si apre con la tagliatella di calamaro, cima di rapa e acciughe e prosegue con zucca, mandorla e scampo. Il risotto rapa rossa, caprino e cera d’api introduce un incontro inatteso, mentre l’ossobuco di rana pescatrice e polenta bianca richiama la cucina del territorio attraverso il pesce.
A chiudere arrivano Arachidi e cedro e Panettone dimenticato. Il Natale è ormai vicino, e ci si può concedere ancora un po’ di tempo a tavola.
Il pranzo di Natale: il piacere di esserci tutti
Il 25 dicembre 2026 è il giorno in cui una tavola può riunire generazioni, abitudini e racconti diversi. Scegliere di trascorrerlo al ristorante permette anche a chi si occupa solitamente di tutto di godersi ogni momento in compagnia.
Il menu del Santo Natale accosta seppia, rapa rossa e agrumi, gamberi alla catalana e brodo di cappone e baccalà. Al centro del percorso trova posto un classico dei Butticè, il risotto zafferano e ricci, seguito dal trancio di pescato alla California.
Arachidi e cedro e Pupazzo di neve accompagnano la parte dolce del pranzo. E tra una portata e l’altra rimane spazio per ciò che rende questa giornata così attesa: ritrovarsi.
Santo Stefano: un altro giorno per incontrarsi
Non sempre il Natale riesce a riunire tutte le persone che vorremmo vedere. Il 26 dicembre 2026 offre un’altra occasione: un pranzo con gli amici, un incontro con i familiari o qualche ora da trascorrere in coppia.
Il menu di Santo Stefano segue il mare con Spigola in giardino, sedano rapa e gamberi e risotto pompelmo, champagne e gallinella. Prosegue con il trancio di pescato in crosta di pane e gremolada di verdure, prima di Arachidi e cedro e Panettone dimenticato.
È un modo per prolungare le feste, scegliendo la compagnia e lasciando a noi i preparativi.
San Silvestro: scegliere con chi salutare l’anno
Per l’ultima sera dell’anno si cerca una tavola che rispecchi il proprio modo di festeggiare. Una cucina da scoprire, un ambiente in cui sentirsi a proprio agio, le persone con cui condividere ricordi e nuovi desideri.
La cena del 31 dicembre 2026 propone ostrica, mandorla e caviale, carciofo e calamaro, brodo di gallina e limone di mare, riso Carnaroli, gamberi e tartufo e trancio di pescato, foie gras e tartufo.
Il cotechino con le lenticchie porta a tavola l’augurio, seguito da Arachidi e cedro e Pupazzo di neve. Una cena per salutare l’anno attraverso il piacere della cucina e della compagnia.
Capodanno: cominciare da una tavola condivisa
Il 1° gennaio 2027 può iniziare con un appuntamento semplice: incontrarsi per pranzo e scambiarsi gli auguri di persona.
Il menu di Capodanno riunisce polpo e porro, carciofo e tonno, cappone e il suo brodo e risotto alla milanese Moro Style. Seguono il guanciale di vitello, patate e Pinot Nero di Montevecchia e il cotechino con le lenticchie. In chiusura, Arachidi e cedro e Panettone dimenticato.
Mare e cucina lombarda si ritrovano così nel primo pranzo dell’anno, da condividere con chi desideriamo avere vicino.
Sentirsi accolti comincia prima di arrivare
Quando si prenota per le feste, ogni tavolo porta con sé esigenze diverse. C’è chi desidera informazioni sul menu, chi organizza per più persone e chi ha necessità alimentari da segnalare.
Per questo vi invitiamo a raccontarci le vostre esigenze al momento della richiesta. Indicare il numero degli ospiti, la presenza di bambini ed eventuali allergie o necessità alimentari ci permette di verificare insieme le possibilità e aiutarvi a scegliere con chiarezza.
Sapere cosa aspettarsi è parte del piacere di organizzare una giornata speciale.
Vi aspettiamo al Moro, per condividere un giorno di festa
Dalla Vigilia al primo gennaio, le occasioni cambiano. Rimane il desiderio di dedicare attenzione alle persone care e di sentirsi, a propria volta, accuditi.
Al Moro questo desiderio incontra l’ospitalità siciliana della Famiglia Butticè, la cucina di Salvatore e Vincenzo e la cura della sala di Antonella e Alfonso. Voi portate la vostra compagnia, i racconti e gli auguri: noi prepariamo la tavola.





